| CRITICA |
| Novembre 2011 |
|
...Una serie di sculture realizzate in ferro o cor-ten acidato in cui Eugenio Galli elabora delle superfici che, nelle linee e nelle forme, indirizza in strutture ascensionali che trasfigurano e traslano i concetti e i moduli ricorrenti della sua recente pittura. Le patine elegantemente ricercate che G riesce ad ottenere, dopo molteplici prove ed esperimenti sulla materia, fanno esaltare i segmenti più spigolosi delle composizioni, armonizzandoli e rendendo ludica la struttura in spazi contenuti nella direzione orizzontale, mentre nella mezzadria verticale le opere tendono asintotticamente al'infinito evidenziando sia la bidiminensionalità che la tridimensionalità. Ne risultano sculture di medie e grandi dimensioni che muovono dall'elemento della base (terra) a quello dell'altezza (aria) come delle erme o stele che vengono fasciate con moduli ravvicinati che, nell'elevazione verso il cielo, spaziano e captano i riflessi della luce che colpisce queste patine ottenute con l'amalgama provocata da acidi controllati dall'autore. Questa esperienza che si inserisce nel terreno della storia dell'arte dove si ingloba il suo discorso modernista e che, volenti o non, colloca le sue opere tra i meandri di un'architettura che si muove alla ricerca di spazi nuovi e creativi per avallare delle proposte di integrazione a un arredamento abitativo avulso da qualsiasi geometria e prospettiva. Franco Cajani |
| Novembre 2011 |
|
...Eugenio Galli è figlio radicato della terra di Brianza ed insieme cittadino aperto al mondo e alla ricerca di senso interiore. Le sue opere, frutto di un'attività poliforme, sono indubbiamente una sfida e al contempo uno stimolo continuo ad un interrogarsi per provocare emozioni e sensazioni ma soprattutto risposte che aiutano ad interpretare una realtà in costante cambiamento ed evoluzione... Luigi Losa |
| Luglio 2011 |
|
...L'artista italiano, vanto della Brianza, affronta sculture grandi e piccole in acciaio cor-ten, materiale adesso molto in uso nella scultura contemporanea, con il quale ritaglia, aggiunge, compatta forme che vivono la loro verticalità in modo intensamente plastico. Scansione ritmica, allusività, simbologie, tutto si avvita anche scultoreamente in una problematica informale che grazie ai condizionamenti materici del colore e degli acidi contribuisce ad interiorizzare i valori della visione. L'efficacia di queste sculture, grandi e piccole, ma tutte innervate di poesia e di grazia nello spazio in cu svettano per via della verticalità capace di parlare attraverso le superfici purissime che invitano ad una percezione tattile, è magistero alto e profondo in quanto le forme tendono ad alienare il corporeo nello spazio puro. L'intarsio plastico di Eugenio Galli vive oltre il lavoro di Consagra, che pure ha indagato sulla spazialità bidimensionale, perchè la poetica della nucleoscultura con lui tiene in tensione sia il rigore stilistico e intellettivo che le esplarazioni esistenziali che lacerano la piastra, divenendo una sorta di visione storia del mondo... Carlo Franza |
| Marzo 2010 |
|
...Inoltre, con la consapevolezza di chi sa d'essersi avvicinato alla mèta, Galli ci consegna in pittura opere di respiro assolutamente grandioso, cariche di risonanza di vibrazioni del colore e della luce, capaci di valere per una sorta di indicazione illuminante derivata da quell'estrema spoliazione del linguaggio che è distanza spirituale. Per misurarsi come punto più alto di un'assolutezza centrata sulla definizione di un colore evocativo, di un segno-scrittura in crescendo, di un apparire o di un nuovo consistere di presenze ormai lontane dal figurabile, di un codice a senso che fa capo all'essere in bilico fra astrazione pura e permanenza di tracce che se non figurative paiono senz'altro emotive. Pittura densa di turbamenti, antigraziosa, quasi stato d'infinito, occasione di uno spazio-temporale che si attesta su un ritmo interno di dolce eco naturale, anche se dipendente da una meditazione sulla poetica del gesto. Prende lentamente corpo un nuovo paesaggio, una nuova geografia fatta di suggestioni molecolari, materia, polvere e cenere, come recupero integrale del vissuto, ma la pittura rimane protagonista assoluta, motivata da una ricerca che partita da una soggettività in crisi conquista poi un'oggettività linguistica, morfologica, eredità e qualità di una tradizione tutta lombarda. Carlo Franza |
| Maggio 2009 |
|
Eugenio Galli con la sua pittura esalta i bianchi e prorompe in quei cromatismi con lacerazioni cromatiche improvvise che scheggiano la tela, quasi tagliandola in verticale, come se il baluginare dei colori divorasse la luce della conoscenza del mondo. …Quella di Galli è una ricerca appassionata di conoscenza del mondo. Conoscenza di un mondo incommensurabile nel quale l'io naviga a vista e cerca un filo conduttore, un appiglio "per non cadere in cielo" come scrive in una sua lirica il poeta Giovanni Pascoli. Anche Galli rientra nel coacervo ideologico complesso e diversissimo di questo secolo trascorso, per studiare se stesso piccola fibra dell'universo: Fibra di luce. Vittorio Sutto |
| Gennaio 2009 |
|
Galli è un esteta raffinato che dialoga con il proprio spirito (e con la nostra anima) alla ricerca di nuove forme espressive. Nelle sue opere dai toni delicati e sfumati, la luce è l'interprete principale; una luce esistenziale capace di trafiggere la tela (come i tagli di Fontana), che va oltre l'immagine, per catturare lo spirito di chi la osserva. Chiara Cinelli |
| Gennaio 2009 |
|
E' dal bianco che inizia il volo. E' qui, infatti, che l'Artista trova il suo campo libero dove vivere autenticamente l'attesa come uno stato di protensione dell'anima verso l'Assoluto. La tensione si "scarica" nel gesto ultimo del fendente che, squarciando la tela bianca con il colore, apre la porta verso altri possibili mondi, quelli dell'immaginazione e del sogno. Il bianco totale e materico delle stele di Galli ci porta ancora più lontano. E' qui, nel tempo alto dell'attesa, che i possibili mondi sognati si stratificano e si amalgamano trovando una sublime pacificazione. Francesca Bianucci |
| Dilavate parole |
|
Nel candore Myrna Bongini |
| 2006 |
|
...immagini che, se hanno preso avvio da qualche impressione particolare, nient'altro sono che la percezione di un fatto più generale, così che se c'è atmosfera non c'è nè tempo nè spazio in queste opere. "Libertà di essere" si potrebbe intitolare questa recente produzione, con tutto quello che di potenziale e di indefinito, di indiscutibile e di discutibile, questa prospettiva introduce e trascina dentro la pittura di Galli. Perchè qui siamo troppo vicini all'origine, al modo in cui la realtà si palesa ai nostri occhi, senza aver ancora dispiegato lo sviluppo, cioè le cose che poi ci prenderanno. Ma per un attimo, queste immagini possono dirci tutto (che non è una quantità, ma un'essenza)... Camillo Ravasi |
| 2005 |
|
...questa sua altra personale a Seregno è il traguardo che l'artista si è posto in questi ultimi decenni di assiduo lavoro, perseverando in uno sviluppo vorticoso di cromatismi creativi, e dall'idea matrice o modello, punto di partenza degli anni Ottanta, con un impulso vitalizzante - da buon brianzolo - ha tradotto l'alfabeto dei colori dell'iride in una forma ossequiente su campiture che tendono asintoticamente all'infinito... Franco Cajani |
| 2005 |
|
...ci pare che Galli, a sua sorpresa, si sia trovato piuttosto a compiere l'opera quale registrazione, avviando nel suo spazio creativo, un tempo d'attesa come fosse, almeno psicologicamente, un rinnovato interprete del "Deserto dei Tartari" di buzzatiana memoria... Camillo Ravasi |
| 2004 |
|
...una visione dinamica, ed instancabile e senza pausa che diventa un sogno ostinatamente bello. Se il bello può essere ostinato. Ma forse lo è. E poi la sofferta disponibilità dell'artista ad ascoltare l'anima dell'universo e confrontarla con i segni dell'anima sua: operazione non facile ed anche sofferta. Inoltre la volontà di non recare al fruitore un linguaggio afasico. Inetto. No. Il fruitore deve trovare, responsabilmente, un suo percorso interno, sintattico. Ed un altro semantico delle caratteristiche di questo artista così sincero... Carlo Mola |
| 2002 |
|
...il cromatismo, con squarci luminosi nelle pastose campiture di colore, modifica e piega lo spazio della tela creando immagini e visioni di un alfabeto interiore... Felice Bonalumi |
| 2002 |
|
...un colorismo fine e sommesso, quello odierno dell'artista di Seregno, dove aggallano mobili volumetrie, preziosità di sfumature e di accordi, baluginii di senso e di bellezza, in una pittura che è la fulgida caldaia d'una nuova forma, del mondo, l'alfabeto di una lingua cosmica, la finestra dell'occhio sui domini dell'anima... Domenico Montalto |
| 2000 |
|
...l'ansia di ricerca del fine ultimo dell'agire umano, la necessità di andare in profondità, all'essenza dell'esistere si riflettono nella sua gestualità pttorica... Patrizia Ardemagni |
| 2000 |
|
...Eugenio Galli ha un contatto finissimo con la realtà. Ma segue un'altra strada: crea un vocabolario sovrano nell'esprimersi. Così troviamo qui quadri "inventati", astratti, che servono con il loro gioco di forme e di colori ad evocare un brivido di bellezza in tutti gli osservatori attenti... György Szabó |