Eugenio Galli


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Critica

György Szabó - 2000

...Eugenio Galli ha un contatto finissimo con la realtà. Ma segue un'altra strada: crea un vocabolario sovrano nell'esprimersi. Così troviamo qui quadri "inventati", astratti, che servono con il loro gioco di forme e di colori ad evocare un brivido di bellezza in tutti gli osservatori attenti...

Patrizia Ardemagni - 2000

...l'ansia di ricerca del fine ultimo dell'agire umano, la necessità di andare in profondità, all'essenza dell'esistere si riflettono nella sua gestualità pttorica...

Domenico Montalto - 2002

...un colorismo fine e sommesso, quello odierno dell'artista di Seregno, dove aggallano mobili volumetrie, preziosità di sfumature e di accordi, baluginii di senso e di bellezza, in una pittura che è la fulgida caldaia d'una nuova forma, del mondo, l'alfabeto di una lingua cosmica, la finestra dell'occhio sui domini dell'anima...

Felice Bonalumi - 2002

...il cromatismo, con squarci luminosi nelle pastose campiture di colore, modifica e piega lo spazio della tela creando immagini e visioni di un alfabeto interiore...

Carlo Mola - 2004

...una visione dinamica, ed instancabile e senza pausa che diventa un sogno ostinatamente bello. Se il bello può essere ostinato. Ma forse lo è. E poi la sofferta disponibilità dell'artista ad ascoltare l'anima dell'universo e confrontarla con i segni dell'anima sua: operazione non facile ed anche sofferta. Inoltre la volontà di non recare al fruitore un linguaggio afasico. Inetto. No. Il fruitore deve trovare, responsabilmente, un suo percorso interno, sintattico. Ed un altro semantico delle caratteristiche di questo artistaosì sincero...

Camillo Ravasi - 2005

...ci pare che Galli, a sua sorpresa, si sia trovato piuttosto a compiere l'opera quale registrazione, avviando nel suo spazio creativo, un tempo d'attesa come fosse, almeno psicologicamente, un rinnovato interprete del "Deserto dei Tartari" di buzzatiana memoria...

Franco Cajani - 2005

...questa sua altra personale a Seregno è il traguardo che l'artista si è posto in questi ultimi decenni di assiduo lavoro, perseverando in uno sviluppo vorticoso di cromatismi creativi, e dall'idea matrice o modello, punto di partenza degli anni Ottanta, con un impulso vitalizzante - da buon brianzolo - ha tradotto l'alfabeto dei colori dell'iride in una forma ossequiente su campiture che tendono asintoticamente all'infinito...

Camillo Ravasi - 2006

...immagini che, se hanno preso avvio da qualche impressione particolare, nient'altro sono che la percezione di un fatto più generale, così che se c'è atmosfera non c'è nè tempo nè spazio in queste opere. "Libertà di essere" si potrebbe intitolare questa recente produzione, con tutto quello che di potenziale e di indefinito, di indiscutibile e di discutibile, questa prospettiva introduce e trascina dentro la pittura di Galli. Perchè qui siamo troppo vicini all'origine, al modo in cui la realtà si palesa ai nostri occhi, senza aver ancora dispiegato lo sviluppo, cioè le cose che poi ci prenderanno. Ma per un attimo, queste immagini possono dirci tutto (che non è una quantità, ma un'essenza)...


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